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Addio alla dieta senza glutine

Addio all'alimentazione "su misura" con prodotti senza glutine per i celiaci. Presto una pillola potrebbe tradurre in realtà il sogno di tante persone costrette a una dieta che mette al bando pasta, pane, biscotti ma anche le salse e tutto ciò che può essere contaminato dalla farina, come la frittura. Una malattia che solo nel nostro Paese colpisce oltre 75.000 persone, ma si stima che siano oltre mezzo milione gli italiani che non sanno di essere celiaci.

I sintomi (vomito, diarrea, perdita di peso) nascondono difetti di digestione e assorbimento degli alimenti e provocano gravi complicanze, dall'osteoporosi all'aborto spontaneo al linfoma intestinale. La pillola permette di bloccare l'effetto tossico del glutine consentendo ai celiaci di alimentarsi in modo normale. Il farmaco è in dirittura d'arrivo. Gli studiosi ipotizzano una rivoluzione per i pazienti nel giro di cinque anni. Lo annunciano i massimi esperti mondiali della patologia, riuniti al Galata Museo del Mare di Genova per il congresso internazionale organizzato dall'Associazione italiana celiachia.

La sperimentazione sui primi 110 pazienti ha dimostrato che il farmaco, scoperto tre anni fa negli Stati Uniti da un ricercatore italiano, elimina i sintomi associati al consumo di glutine nell'85% dei casi; entro dicembre i risultati su altri 180 pazienti. Studi sull'uomo anche per un nuovo farmaco, una proteasi che aiuta i pazienti a digerire il glutine.

"La dieta priva di glutine è assolutamente sicura ma impone restrizioni alimentari difficili da seguire, soprattutto in particolari età della vita come quella adolescenziale - ha spiegato Umberto Volta, responsabile del centro per la diagnosi di celiachia dell'ospedale Sant'Orsola - Malpighi di Bologna e presidente del comitato scientifico dell'Aic, l'unica associazione pazienti italiana - i celiaci sono esposti al pericolo delle contaminazioni e vorrebbero tornare a mangiare normalmente, senza sottoporsi a rinunce che spesso comportano problemi psicologici. Da qui la spinta da parte dei pazienti affinché la ricerca fornisca una terapia alternativa".

"Appena tre anni fa sperimentammo su ratti diabetici un farmaco inibitore di una proteina intestinale, la zonulina: gli animali mantenevano intatta la barriera intestinale e non producevano gli autoanticorpi che scatenano la reazione immunitaria - ha aggiunto Alessio Fasano, direttore del Centro di ricerca sulla celiachia e biologia mucosale della Maryland University di Baltimora, Usa - i risultati sono stati così positivi che siamo arrivati a studiare il farmaco nell'uomo, percorrendo in soli tre anni i passi che di norma, quando si sviluppano nuovi medicinali, si realizzano in dieci o quindici anni".

"Nella fase più recente di sperimentazione clinica condotta su un centinaio di pazienti il farmaco ha dimostrato molta efficacia - spiega Fasano - i celiaci trattati con un placebo ed esposti al glutine hanno sviluppato i sintomi classici nel 75% dei casi, le persone che hanno assunto il farmaco li hanno avuti in appena il 14% dei casi".

"Un ottimo risultato - aggiunge il ricercatore - come conferma il fatto che questa stessa percentuale si è registrata in coloro che avevano assunto il doppio placebo, ovvero erano stati esposti a un "finto" glutine e alla pillola-placebo. Sono già stati avviati test più approfonditi su 180 pazienti e i risultati saranno disponibili entro la fine dell'anno".

Il farmaco individuato dal gruppo guidato da Fasano e sviluppato dalla Alba Therapeutics blocca l'aumento della permeabilità intestinale indotto dal glutine inibendo una proteina, la zonulina, che regola l'apertura dei "cancelli" dell'intestino. "La zonulina è una specie di chiave che apre le porte fra una cellula e l'altra della parete intestinale - ha aggiunto ancora Fasano - l'intestino è coperto da un singolo strato di cellule che formano una barriera formidabile contro gli attacchi esterni ma i celiaci perdono questa caratteristica perché producono troppa zonulina". La pillola anti-celiachia, assunta prima di pasti contenenti farine pericolose, potrebbe perciò impedire il passaggio del glutine nel corpo, la successiva reazione immunitaria e quindi il danno alla mucosa intestinale.

Ma le buone notizie non finiscono qui. E' infatti allo studio sull'uomo anche un altro farmaco in grado di rendere il glutine "innocuo" per i celiaci: si tratta di una proteasi capace di smantellare completamente il glutine, digerendolo del tutto e rendendolo non tossico.

"La proteasi isolata dai ricercatori del dipartimento di chimica dell'università di Stanford in California è nella fase uno di sperimentazione sull'uomo, e si attendono i primi risultati entro il prossimo anno - ha detto Fasano - sappiamo già che l'approccio funziona, stiamo cercando di capire come utilizzare il farmaco al meglio: si potrebbe usare per "predigerire" il glutine e poi panificare, creando nuovi prodotti speciali che saranno però più economici e gustosi rispetto ai cibi senza glutine ora disponibili; o potremmo somministrare ai pazienti una pillola prima dei pasti, per far loro assimilare il glutine senza sviluppare sintomi".

Tratto da: La Repubblica

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