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Dopo i farmaci per la disfunzione erettile e gli anabolizzanti su Internet arrivano gli antivirali "taroccati" contro lo spettro della nuova influenza A. E si precisano i canali della contraffazione

Un allarme lanciato nei giorni scorsi dal viceministro al Welfare, Ferruccio Fazio, e condiviso dall'Aifa (Agenzia del farmaco italiana): "La contraffazione farmaceutica è un fenomeno in aumento in tutto il mondo. E mentre sino a qualche anno fa era considerato limitato ai Paesi in via di sviluppo, oggi è in crescita anche in Europa", rileva l'agenzia. "Purtroppo a volte anche le emergenze sanitarie, come l'influenza A/H1N1, possono divenire occasione, per soggetti senza scrupoli, di sfruttare l'ondata emotiva e immettere sul mercato, attraverso canali non controllati come Internet, prodotti contraffatti". Pillole "simili ai farmaci maggiormente richiesti che -prosegue l'Aifa - nella migliore delle ipotesi non hanno effetti ma, più spesso, sono tossici. "Le nostre farmacie, e i negozi autorizzati - ricorda l'agenzia, diretta da Guido Rasi - sono invece sicure poiché vendono solo farmaci protetti da un sistema di tracciatura all'avanguardia, e i controlli degli ispettorati sanitari pubblici sulla filiera produttiva rappresentano una importante barriera contro le attività dei contraffattori". Fuori da questi canali, infatti, i pazienti rischiano di perdere soldi.  Intanto si cerca anche di individuare le fonti della contraffazione e attuare misure radicali. Oltre l'80% dei falsi individuati dalle autorità europee fra il 2005 e il 2007 provenivano dalla Cina e dall'India ma, secondo Roger Bate dell'American Enterprise Institute (Aei) for Public Policy Research, bandire queste nazioni dal commercio mondiale sarebbe un errore, poiché producono anche medicinali di qualità e generici a basso costo. Nelle aree più esposte come l'Africa, piuttosto, le autorità dovrebbero capire quali produttori e distributori sono responsabili del commercio contraffatto, imponendo un embargo nei loro confronti, rafforzando così lo sforzo delle altre nazioni coinvolte, India per prima, nella lotta a questo fenomeno. Un buon esempio citato da Bate è quello della Nigeria, dove 10 anni fa si scoprì che oltre il 50% dei farmaci in circolazione era falso: da quel momento, una rigorosa campagna anticontraffazione che ha bandito gli scambi commerciali con dozzine di aziende cinesi e indiane, ha ridotto la percentuale al 10-16%. L'utilizzo di speciali strumenti che scovano i prodotti contraffatti in pochi secondi, sostituendosi efficacemente alle analisi di laboratorio, potrebbero aiutare facilmente i paesi coinvolti. Si tratta di oggetti costosi, ma se la domanda aumentasse il loro prezzo scenderebbe.

Fonte: Farmacista33

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