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L'OMS ha decretato il passaggio alla massima allerta per la cosiddetta nuova influenza. Non è la pericolosità dell'infezione a motivare la decisione, ma l'elevata diffusione, ha spiegato il Viceministro Fazio

L'Organizzazione mondiale della Sanità ha deciso di dichiarare il passaggio al livello di pandemia, elevando l'allerta per l'influenza A H1N1 dal grado cinque a quello sei, il massimo previsto dall'Oms. "Temevamo che la prossima pandemia sarebbe scattata per un virus simile all'H5N1 (quello dell'influenza aviaria). Con il rischio di un alto tasso di mortalità e una situazione che poteva diventare apocalittica" ha dichiarato alla BBC il portavoce dell'Oms, Imogen Foulkes. "Mentre stiamo assistendo alla diffusione di un virus che nella maggior parte dei casi pare autolimitarsi". Il passaggio al  grado sei, ha spiegato il Viceministro della Salute Ferruccio Fazio "non è dovuto alla gravità clinica dei sintomi della nuova influenza, ma alla grande diffusibilità della malattia. E soprattutto al fatto che, in numerosi Paesi, si registra ormai una diffusione di tipo epidemico". A fronte di questo quadro, ha sottolineato Fazio, "si configura dunque lo stato pandemico". Questo "non comporta necessariamente restrizioni ai viaggi, ma una procedura abbreviata per i vaccini". Diventa imperativo avviare le strategie vaccinali in tutto il mondo "per contenere la diffusione dell'influenza A e per assicurarsi che, in caso di ricombinazione di virus, una parte della popolazione sia già protetta" ha proseguito il Viceministro. "Nel recente Consiglio dei ministri della Salute dell'Ue a Lussemburgo si è deciso di seguire una strategia comune per la registrazione dei vaccini, dunque con una procedura centralizzata all'Agenzia europea del farmaco (Emea), e per l'acquisto dei vaccini: questo per evitare politiche di aumento dei prezzi, vista l'alta richiesta di mercato, e per evitare corse all'accaparramento, con Stati che fanno scorte e altri che restano sforniti."L'Europa sente molto la responsabilità verso gli Stati più svantaggiati, che al momento non hanno accordi per la produzione di vaccini". Strategia comune, ovviamente, anche per le campagne vaccinali: "non è detto - ha concluso Fazio - che convenga, soprattutto in questa fase di manifestazione blanda dell'influenza A, vaccinare il 100% della popolazione. Si stanno facendo valutazioni, in base a varie simulazioni, sulle fasce da immunizzare". Di tutto questo si parlerà al Consiglio informale dei ministri Ue il 6-7 luglio in Svezia.

Fonte: Farmacista33

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