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Nuovi studi rivelano l'efficacia di medicinali 'antichi'. E' il caso, ad esempio, dell'antimalarico della medicina tradizionale cinese, la febrifugina, e di un antibiotico in disuso, la spectinomicina

Ritorno alla tradizione e a vecchi farmaci per lottare contro malaria e antibioticoresistenza? Sempre più antichi rimedi riappaiono sulla base di nuovi studi. E' il caso dell'antimalarico della medicina tradizionale cinese, la febrifugina, e di un antibiotico in disuso, la spectinomicina, inizialmente utilizzato per trattare la gonorrea. Ora, in contemporanea, due lavori vengono pubblicati sull'online di Science Translational Medicine

Contro la malaria. L'antico rimedio orientale anti-malarico deriva dalla pianta blu hidrangea (Chang Shan in cinese), con fiori simili alla nostra ortensia, di cui si utilizza l'estratto delle radici, ed era già stato sotto i riflettori scientifici due anni fa per un articolo apparso sulla rivista Nature (Scripps Research Institute di La Jolla, in California). Allora si analizzò il principio attivo contenuto nella radice, la febrifugina (derivato sintetico alofuginone, inibitore di angiogenesi, fibrosi e infiammazioni croniche, sperimentato anche in trial clinici contro malattie autoimmuni o certi tipi di tumore) che interviene sul parassita quando è presente nel sangue del malato tagliandogli i viveri (bloccando le proteine che utilizza nel suo ciclo vitale). Lo studio attuale (Broad Institute di Harvard), guidato da Jonathan Herman, ne conferma il meccanismo ma ha disegnato un nuovo composto tratto dalla febrifugina assai più potente e più sicuro, possibile primo passo per una nuova classe di farmaci. Lo studio si è basato sull'analisi della sequenza del gene di due ceppi del parassita malarico molto resistenti alla febrifugina. In entrambi i ceppi l'unica mutazione avveniva in uno specifico enzima determinante nel processo di crescita delle cellule; da qui lo sviluppo del nuovo composto, chiamato "halofuginol" e testato su modelli di topi. Sembra agire a due livelli del ciclo del parassita: nel sangue e nel fegato.

Antibiotici. Sul fronte antibiotici, invece, ecco la resurrezione della spectinomicina, farmaco in disuso e così segnalato sul sito dalla casa produttrice Merck & Co, (MSD-Italia): "è un antibiotico batteriostatico che si lega alla subunità 30S dei ribosomi, inibendo la sintesi proteica dei batteri. Si usa soltanto nella terapia delle infezioni gonococciche e deve essere riservata ai pazienti che non possono essere trattati con ceftriazone o con un fluorochinolone". Ora lo studio condotto da David Bruhn e colleghi (St. Jude Children's Research Hospital di Memphis, University of Tennessee Health Science Center, università di Zurigo e università del Cairo) ha rivisitato il farmaco cercando di accrescerne la potenza contro sei differenti batteri farmaco-resistenti che causano malattie respiratorie e a trasmissione sessuale. Utilizzando l'ingegneria genetica, i ricercatori hanno modificato la struttura del ribosoma, così creando sei diversi composti che hanno chiamato aminometil-spectinomicina.

I nuovi antibiotici, testati in vitro e sui topi, sembrano funzionare contro un ceppo particolarmente resistente dello Streptococcus pneumoniae e 5 infezioni resistenti agli antibiotici sessualmente trasmissibili, a cominciare dalla stessa gonorrea e la assai comune clamidia.

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