x 

Carrello vuoto

Se intendiamo invertire il trend negativo a quale stiamo assistendo per la vaccinazione antinfluenzale, va chiarito che l’influenza non è una malattia pericolosa solo per alcune categorie di soggetti considerati a rischio ma è un grave problema di salute pubblica. Tale affermazione è suffragata dal fatto che gli attuali programmi vaccinali si stanno dimostrando poco efficaci e dal fatto che spesso sono proprio i soggetti sani a subirne maggiormente le conseguenze.

Per tale motivo altre Nazioni hanno deciso di allargare la proposta vaccinale ad un numero sempre maggiore di soggetti, enfatizzando la necessità della vaccinazione, come i bambini dai 6 mesi ai 5 o 18 anni o (come negli USA) indistintamente a tutte le categorie, con lo scopo di ridurre in modo sostanziale la circolazione del virus. I risultati della sperimentazione inglese in corso sono molto incoraggianti al riguardo e noi riteniamo che sia la strategia da seguire anche in Italia.

Per superare l'attuale declino progressivo della copertura vaccinale, è necessario fare informazione e formazione su questi temi per aumentare la consapevolezza sul valore della vaccinazione anti-influenzale in tutti i soggetti.

In primo luogo per gli operatori sanitari (per i quali è raccomandata) vanno prese in considerazione misure che tendano a far considerare la vaccinazione un dovere sia per garantire la loro salute nel periodo epidemico e per evitare il contagio ai pazienti visitati, ma anche e soprattutto ad esempio per i loro pazienti.

Noi operatori sanitari dobbiamo dare il buon esempio!

Gli operatori sanitari (per i quali è raccomandata) dovremmo considerare la vaccinazione un dovere sia per garantire la nostra salute nel periodo epidemico, ma più che altro per evitare il contagio ai pazienti visitati, ma anche per essere un esempio per i nostri pazienti.

Qual è la situazione attuale? Stimate 15.000 morti in eccesso

In Italia c'è stato il 15% in più di ultra sessantacinquenni morti rispetto a quelli attesi, cioè circa 3mila decessi imprevisti nelle città prese come campione per studiare i numeri in tempo reale. Roma, Torino, Genova, Trieste, Firenze, Napoli, Bari, Cagliari, Catanzaro: nei centri esaminati vivono circa il 15% degli italiani. "Possiamo stimare quindi un dato nazionale di morti in eccesso tra 15 e 20 mila.

L'Istituto superiore di sanità è convinto che quelli inattesi abbiano in gran parte a che fare con l'influenza, anche perché i gli incrementi e le diminuzioni delle morti rispetto a quelle attese seguono la curva di incidenza della malattia stagionale. "Il virus A/H3N2 è stato particolarmente virulento e di contro abbiamo avuto una bassa copertura vaccinale negli anziani - dicono sempre dall'Istituto superiore di sanità - Il dato sta scendendo progressivamente negli ultimi anni, fino ad essere arrivato l'anno scorso subito sotto la soglia del 50%, nonostante l'obiettivo minimo dell'Oms e del ministero della Salute sia il raggiungimento del 75% di copertura tra gli ultrasessantacinquenni e i tra i soggetti a rischio". I prof.Ricciardi dichiara che "nei Paesi dove la copertura vaccinale è maggiore rispetto al nostro e le raccomandazioni sono estese anche ad altri gruppi di popolazione l'eccesso osservato è stato di gran lunga inferiore a quello italiano".

Ma la circolare Ministeriale che dice?

Ogni anno la Circolare del Ministero della Salute si limita ad indicare la composizione del vaccino antinfluenzale stagionale raccomandando la vaccinazione ai soli soggetti a rischio di complicanze dell’influenza, per i quali il vaccino viene offerto gratuitamente. Essi includono, oltre ai soggetti di qualsiasi età affetti da patologie croniche degli apparati cardiovascolare, respiratorio, uropoietico, o da malattie metaboliche e/o che comportino immunodepressione, etc., le seguenti categorie di soggetti:

  • Donne che, all’inizio della stagione epidemica, si trovano nel 2°-3° trimestre di gravidanza
  • Individui di qualunque età che vivono in comunità (residenze per anziani, protette, ecc)
  • Medici e personale sanitario d’assistenza
  • Famigliari e contatti di soggetti ad alto rischio
  • Addetti ai servizi essenziali (produzione di farmaci, trasporti, forze dell’ordine, ecc)
  • Personale a contatto con animali (veterinari, allevatori, ecc)
  • Sportivi professionisti

La vaccinazione è altresì indicata annualmente dal Ministero per tutti i soggetti con età pari o superiore a 65 anni.

Ma va bene così? Come cambiare?

No

Si ritiene quindi utile abbassare l’età a cui offrire la vaccinazione anti-influenzale dapprima ai 60 anni, per giungere successivamente ad una raccomandazione di immunizzazione di tutti i soggetti ≥ 50 anni; in tal modo sarebbe possibile intercettare la maggior parte dei soggetti a rischio per patologia con una strategia, quella per età, a maggiore penetranza nella popolazione.

Particolare attenzione andrà anche riservata alla applicazione concreta della raccomandazione della vaccinazione per le donne nel corso del 2°-3° trimestre di gravidanza. A tal riguardo riveste importanza particolare inserire nel libretto utilizzato per il follow-up della gravidanza, una sezione specifica che impegni gli operatori sanitari a controllare lo stato vaccinale delle gestanti a scadenze predefinite e promuovere la vaccinazione antinfluenzale e quella della pertosse.

Esistono numerosi fattori per considerare il bambino, anche quello sano, come degno di grande attenzione per la vaccinazione contro l’influenza:

  • Il bambino da 0 a 4 anni si ammala d’influenza circa 10 volte più di frequente dell’anziano e circa 5 volte più dell’adulto
  • Il bambino da 5 a 14 anni si ammala d’influenza circa 8 volte più di frequente dell’anziano e circa 4 volte più dell’adulto
  • I bambini rappresentano i principali soggetti responsabili della trasmissione dell’influenza nella popolazione
  • L’ospedalizzazione per influenza del bambino sotto i 2 anni avviene con le stesse proporzioni del paziente anziano
  • La vaccinazione in età scolare in Giappone ha ridotto la extra -mortalità dell’anziano per cause respiratorie durante la stagione influenzale

In Europa sette Nazioni (Austria, Finlandia, Lituania, Malta, Polonia, Slovenia e Slovacchia) hanno introdotto la vaccinazione universale contro l’influenza nel bambino dei primi anni di vita e la Gran Bretagna ha iniziato ad effettuarla nel 2013 nei soggetti sani di 2-3 anni con vaccino antinfluenzale vivo attenuato nasale. Negli Stati Uniti la raccomandazione per la vaccinazione contro l’influenza nel bambino si è allargata anno dopo anno:

  • 2002: vaccinazione incoraggiata da 6 a 23 mesi
  • 2003: vaccinazione raccomandata da 6 a 23 mesi
  • 2006: vaccinazione raccomandata da 6 a 59 mesi
  • 2008 vaccinazione raccomandata da 6 mesi a 18 anni

Quindi……….

È’ necessario allargare l’offerta della vaccinazione attiva e gratuita in età pediatrica dai 6 mesi ai 6 anni.

Quali vaccini?……….

Per quanto concerne le tipologie di vaccini anti-influenzali da utilizzare nelle varie categorie di soggetti, va anzitutto rimarcato che l’Organizzazione Mondiale della Sanità (WHO. Influenza vaccines – WHO position paper. Wkly Epidemiol Rec 2012;87:461–476.) ha raccomandato lo sviluppo di vaccini quadrivalenti,, in considerazione del frequente fenomeno del ‘mismatch’ (mancata corrispondenza) tra ceppi di virus B circolanti e ceppi presenti nel vaccino. Ciò è suffragato da dati epidemiologici che dimostrano la concomitante e consistente presenza di ambedue i ceppi (o lineage) B-Victoria e B-Yamagata spesso (come nella stagione influenzale appena conclusa) con una predominanza del ceppo non presente nel vaccino e, conseguentemente, con un maggior rischio di complicanze severe, e a volte fatali, per la popolazione target della vaccinazione.

L’inclusione di ceppi dei due lineage di virus B (Yamagata e Victoria) è pertanto raccomandata per i vaccini influenzali da utilizzare da ora in poi, e quindi i vaccini quadrivalenti andranno progressivamente a sostituire per raccomandazione gli attuali vaccini split o subunità trivalenti (soggetti a rischio e indicazioni per età).

Alla luce dei vaccini anti-influenzali disponibili, ne raccomandiamo l’utilizzo secondo le seguenti modalità:

  • Età 6 mesi 3 anni subunità/split trivalente
  • Età 3-65 anni split quadrivalente nelle categorie a rischio secondo la Circolare
  • 65-70 anni split quadrivalente, adiuvato mf59, ID15
  • >70 anni mh59, id15 fino a 70-75 anni).

A cura del Dott. Giovanni Vitali Rosati
Federazione Italiana Medici Pediatri
www.progettobfree.it

 

CONTATTI

Farmaplanet.it la tua farmacia online
c/o Farmacia Centrale
via Cristoforo Colombo, 16
30031 Dolo (VE)

tel 041.5101021 - fax 041.5128631
email informazioni@farmaplanet.it

orari da lunedì a venerdì
negli orari 8.30-11.30 - 15.30-18.00

NEWSLETTER

Iscriviti all Newsletter di Farmaplanet per ricevere le offerte ed i coupon validi per gli sconti alla cassa !

captcha 

ACQUISTI SICURI

acquisti paypal PAYPAL VERIFIED
SSL SECURE SITE